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Il governo italiano si trova di fronte all'alert dell'Associazione nazionale magistrati, che esprime "situazione allarmante" e un "rischio collasso della Giustizia italiana" dovuto all'inadempimento del governo ai impegni assunti in sede europea. Il motivo è la mancata attuazione dei fondi Pnrr destinati a stabilizzare il personale addetto all'Ufficio per il Processo, che nel frattempo ha visto uscire oltre 1.000 funzionari tra i più capaci e formati.
Il sindacato delle toghe richiede di essere audita dalla Commissione europea per illustrare la situazione critica in cui si trova il sistema giudiziario italiano, con rischi di disperdere risorse e progettualità, di abbandonare metodi di lavoro consolidati e di dissappare i progressi raggiunti nell'attuazione del Pnrr.
L'Associazione nazionale magistrati ricorda che l'Ufficio per il Processo era stato incluso nel Pnrr come misura strutturale destinata a modificare in modo permanente l'organizzazione del lavoro degli uffici giudiziari e dei giudici italiani. Tuttavia, non è stato pubblicato nessun bando o reso noto per la stabilizzazione dei funzionari addetti all'Ufficio per il Processo, che nel frattempo hanno lasciato gli uffici giudiziari.
Il sindacato delle toghe sottolinea che il governo non ha stanziato i fondi necessari a reclutare 10.000 unità di funzionari come previsto dal progetto del Pnrr, con conseguenze negative per la giustizia italiana e per le sezioni specializzate in materia di protezione internazionale, che dipendono da un team di supporto al giudice per assicurare le funzioni minime del processo.
Il sindacato delle toghe richiede di essere audita dalla Commissione europea per illustrare la situazione critica in cui si trova il sistema giudiziario italiano, con rischi di disperdere risorse e progettualità, di abbandonare metodi di lavoro consolidati e di dissappare i progressi raggiunti nell'attuazione del Pnrr.
L'Associazione nazionale magistrati ricorda che l'Ufficio per il Processo era stato incluso nel Pnrr come misura strutturale destinata a modificare in modo permanente l'organizzazione del lavoro degli uffici giudiziari e dei giudici italiani. Tuttavia, non è stato pubblicato nessun bando o reso noto per la stabilizzazione dei funzionari addetti all'Ufficio per il Processo, che nel frattempo hanno lasciato gli uffici giudiziari.
Il sindacato delle toghe sottolinea che il governo non ha stanziato i fondi necessari a reclutare 10.000 unità di funzionari come previsto dal progetto del Pnrr, con conseguenze negative per la giustizia italiana e per le sezioni specializzate in materia di protezione internazionale, che dipendono da un team di supporto al giudice per assicurare le funzioni minime del processo.