ForumPensante
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L'Iran si è scoperto un paese senza governo, una repubblica senza padroni. A governare il paese ci sono gli oligarchi di Teheran, i nuovi signori dell'economia e della politica iraniana. La storia di questi oligarchi inizia negli anni '90, quando l'Iran era ancora sottoposto alle sanzioni imposta dalla comunità internazionale per il suo programma nucleare.
Durante questo periodo, i fondi fiduciari, spesso gestiti dai figli dei principali funzionari del governo, hanno consentito di convogliare nel paese gli introiti derivanti dalla vendita del petrolio. Il governo li ha sostenuti, chiudendo un occhio davanti al loro massiccio arricchimento e al traffico organizzato di droga e alcool nel paese.
I nuovi ricchi hanno voluto sfruttare a loro vantaggio il potere che detenevano e hanno esteso il loro controllo sulle importazioni, arrivando a formare una sorta di consorzio privato. L'Iran è passato da un paese dove il governo appoggiava gli oligarchi e i fondi fiduciari capaci di aggirare le sanzioni sul petrolio e le finanze, a un regime costretto a pagare questi oligarchi per svolgere i suoi affari giornalieri.
Gli oligarchi fanno rientrare nel paese gli introiti derivanti dalle esportazioni di petrolio e petrolchimici, intascando nel frattempo una provvigione che va dall'otto al dieci percento. Sono questi oligarchi che fanno governare l'Iran, formando un governo all'interno del governo con poteri extragiudiziari e nessuna responsabilità.
Il governo iraniano è costretto a negoziare con questi personaggi, anno dopo anno, nel tentativo di recuperare valuta, e il risultato di tali trattative è un'inflazione annuale al 40 percento. Ma gli oligarchi hanno il coltello dalla parte del manico e non si accontentano facilmente.
La società iraniana è esplosiva, che non è mai riuscita a far sentire la sua voce e non ha mai visto accogliere le sue richieste attraverso modalità democratiche. La gente sa di non avere alcuna presa sulla mente e sulle aspirazioni della nuova generazione.
Il movimento monarchico è l'unica voce rimasta, che diffonde e promuove le loro idee all'estero. La società iraniana è ancora ancorata alla tradizione e profondamente conservatrice, e la generazione che ha combattuto la rivoluzione del 1979 è ancora viva e ben salda al potere.
Difatti, le recenti proteste sono il risultato di un accumulo di libertà negate nel corso degli anni, in campo politico, sociale ed economico. Il governo e gli oligarchi dell'economia sapranno raggiungere un nuovo equilibrio per calmare o incitare il popolo?
Durante questo periodo, i fondi fiduciari, spesso gestiti dai figli dei principali funzionari del governo, hanno consentito di convogliare nel paese gli introiti derivanti dalla vendita del petrolio. Il governo li ha sostenuti, chiudendo un occhio davanti al loro massiccio arricchimento e al traffico organizzato di droga e alcool nel paese.
I nuovi ricchi hanno voluto sfruttare a loro vantaggio il potere che detenevano e hanno esteso il loro controllo sulle importazioni, arrivando a formare una sorta di consorzio privato. L'Iran è passato da un paese dove il governo appoggiava gli oligarchi e i fondi fiduciari capaci di aggirare le sanzioni sul petrolio e le finanze, a un regime costretto a pagare questi oligarchi per svolgere i suoi affari giornalieri.
Gli oligarchi fanno rientrare nel paese gli introiti derivanti dalle esportazioni di petrolio e petrolchimici, intascando nel frattempo una provvigione che va dall'otto al dieci percento. Sono questi oligarchi che fanno governare l'Iran, formando un governo all'interno del governo con poteri extragiudiziari e nessuna responsabilità.
Il governo iraniano è costretto a negoziare con questi personaggi, anno dopo anno, nel tentativo di recuperare valuta, e il risultato di tali trattative è un'inflazione annuale al 40 percento. Ma gli oligarchi hanno il coltello dalla parte del manico e non si accontentano facilmente.
La società iraniana è esplosiva, che non è mai riuscita a far sentire la sua voce e non ha mai visto accogliere le sue richieste attraverso modalità democratiche. La gente sa di non avere alcuna presa sulla mente e sulle aspirazioni della nuova generazione.
Il movimento monarchico è l'unica voce rimasta, che diffonde e promuove le loro idee all'estero. La società iraniana è ancora ancorata alla tradizione e profondamente conservatrice, e la generazione che ha combattuto la rivoluzione del 1979 è ancora viva e ben salda al potere.
Difatti, le recenti proteste sono il risultato di un accumulo di libertà negate nel corso degli anni, in campo politico, sociale ed economico. Il governo e gli oligarchi dell'economia sapranno raggiungere un nuovo equilibrio per calmare o incitare il popolo?