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L'Aids, una malattia che per decenni è stata vissuta attraverso una lente di distorsione. La metafora della "peste della civiltà" ha reso difficile capire la realtà clinica di questa malattia. Ma ormai è tempo di smantellare queste narrazioni e raccontare la verità: con una diagnosi precoce e una terapia ben seguita, le persone con Hiv possono condurre una vita piena di progettualità, relazioni e stabilità.
Il linguaggio da utilizzare deve essere più preciso e accessibile, senza sensazionalismi. Il rapporto tra medico e paziente deve essere di fiducia e apertura, e le informazioni fornite devono essere chiare e non allarmanti. La dimensione psicologica della malattia resta centrale: l'Hiv coinvolge la persona nella sua interezza, corpo, emozioni, relazioni, progetti.
Questa è l'esperienza di molte persone che vivono con Hiv, e che non più vedono la malattia come un destino, ma come una condizione da gestire. La comunicazione pubblica deve essere più precisa e rispettosa della realtà clinica contemporanea.
È il momento di riconoscere che l'Hiv di oggi non è più quello degli anni Ottanta. Le cure efficaci, le vite piene e le possibilità sono una realtà. È il momento di raccontare questa verità, senza metafore e interpretazioni simboliche, ma con equilibrio e rispetto per la complessità delle vite reali.
Il linguaggio da utilizzare deve essere più preciso e accessibile, senza sensazionalismi. Il rapporto tra medico e paziente deve essere di fiducia e apertura, e le informazioni fornite devono essere chiare e non allarmanti. La dimensione psicologica della malattia resta centrale: l'Hiv coinvolge la persona nella sua interezza, corpo, emozioni, relazioni, progetti.
Questa è l'esperienza di molte persone che vivono con Hiv, e che non più vedono la malattia come un destino, ma come una condizione da gestire. La comunicazione pubblica deve essere più precisa e rispettosa della realtà clinica contemporanea.
È il momento di riconoscere che l'Hiv di oggi non è più quello degli anni Ottanta. Le cure efficaci, le vite piene e le possibilità sono una realtà. È il momento di raccontare questa verità, senza metafore e interpretazioni simboliche, ma con equilibrio e rispetto per la complessità delle vite reali.