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Il caso Garlasco sembra finalmente entrare in una svolta cruciale, grazie alle nuove indagini che hanno rivelato una serie di elementi significativi. I reperti raccolti sul crimine hanno portato alla scoperta dei capelli rinvenuti nella mano destra di Chiara Poggi, la donna accusata del delitto. Ma come possiamo essere sicuri che questi capelli appartengano effettivamente a Chiara?
Un genetista esperto, Matteo Fabbri, ha voluto mettere in chiaro che i capelli non sono necessariamente attribuibili esclusivamente a Chiara. I dati raccolti sugli capelli indicano un Dna mitocondriale che appartiene alla linea materna di Chiara, ma ciò significa semplicemente che quei capelli potrebbero ricondurre a qualcuno con la stessa linea materna di Chiara. Questo significa che i capelli di Chiara non sono l'unico punto di partenza per il DNA mitocondriale, ma solo una delle possibilità.
La cosa interessante è che solo due persone possono possedere lo stesso materiale genetico di provenienza mitocondriale: Chiara Poggi e la sua madre Rita Preda. Ma ci sono altre persone che potrebbero condividere il DNA mitocondriale di Chiara? La risposta, secondo Fabbri, è no, a meno che non si tratti della stessa persona, ossia Chiara Poggi.
Ma ciò significa che i capelli rinvenuti nella mano destra di Chiara potrebbero essere ancora utili per il caso. Sebbene non abbia il bulbo (zona in cui si trovano le maggiori informazioni genetiche), quei capelli potrebbero comunque contribuire alla ricostruzione delle dinamiche dell'omicidio.
La domanda che tutti stanno facendo è: chi altro condivide lo stesso DNA mitocondriale di Chiara? La risposta, secondo Fabbri, è semplicemente che solo due persone possono avere quello stesso materiale genetico. Quindi, non c'è molta speranza per altre spie e potenziali accusati. Ma il caso Garlasco sembra ancora lungi dalla sua fine.
Un genetista esperto, Matteo Fabbri, ha voluto mettere in chiaro che i capelli non sono necessariamente attribuibili esclusivamente a Chiara. I dati raccolti sugli capelli indicano un Dna mitocondriale che appartiene alla linea materna di Chiara, ma ciò significa semplicemente che quei capelli potrebbero ricondurre a qualcuno con la stessa linea materna di Chiara. Questo significa che i capelli di Chiara non sono l'unico punto di partenza per il DNA mitocondriale, ma solo una delle possibilità.
La cosa interessante è che solo due persone possono possedere lo stesso materiale genetico di provenienza mitocondriale: Chiara Poggi e la sua madre Rita Preda. Ma ci sono altre persone che potrebbero condividere il DNA mitocondriale di Chiara? La risposta, secondo Fabbri, è no, a meno che non si tratti della stessa persona, ossia Chiara Poggi.
Ma ciò significa che i capelli rinvenuti nella mano destra di Chiara potrebbero essere ancora utili per il caso. Sebbene non abbia il bulbo (zona in cui si trovano le maggiori informazioni genetiche), quei capelli potrebbero comunque contribuire alla ricostruzione delle dinamiche dell'omicidio.
La domanda che tutti stanno facendo è: chi altro condivide lo stesso DNA mitocondriale di Chiara? La risposta, secondo Fabbri, è semplicemente che solo due persone possono avere quello stesso materiale genetico. Quindi, non c'è molta speranza per altre spie e potenziali accusati. Ma il caso Garlasco sembra ancora lungi dalla sua fine.