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La nuova Flotilla è pronta a partire. La data del 29 marzo 2026 è stata finalmente annunciata, proprio in tempo per Pasqua e Pasquetta, l'occasione perfetta per salpare in mare aperto. Ma cosa ci si aspetta da questa nuova avventura? Secondo gli organizzatori, una flotta unificata di oltre 1.000 medici, infermieri e operatori sanitari, educatori, ingegneri e squadre di ricostruzione, investigatori di crimini di guerra ed ecocidio, sarà mobilitata per raggiungere la Striscia di Gaza.
Ma Israele è già pronto a fermarla. La questione è sempre la stessa: come i precedenti hanno dimostrato, le navi civili non autorizzate in zone di guerra saranno fermate dalla difesa israeliana. Eppure, gli organizzatori della Global Sumud Flotilla sono convinti che questa volta sarà diverso. "Questo è il nemico che stiamo affrontando", ha dichiarato Saif Abukeshek, del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla.
Ma cosa vuole raggiungere la Flotilla? Secondo gli organizzatori, l'obiettivo è quello di contrastare il genocidio, l'assedio, la fame di massa e la distruzione della vita civile a Gaza. Ma come? "Non si tratta solo di navigare", conclude il comunicato, "si tratta del mondo che si unisce". Ecco, quindi, la scena: una flotta marittima unificata, un convoglio umanitario via terra, migliaia di persone provenienti da oltre 100 paesi, tutti uniti per raggiungere Gaza.
Eppure, non c'è ancora chiarezza su dove partire e come arrivare in Palestina. I porti di partenza e i percorsi sono stati fissati solo adesso, e non è chiaro quale valico sarà attraversato per raggiungere il suo obiettivo finale. Ma gli organizzatori della Flotilla non sembrano preoccuparsi troppo di questi dettagli. Per loro, la cosa importante è l'unità del mondo contro lo Stato di Israele.
E allora, chi sono questi " investigatori di crimini di guerra ed ecocidio"? Quali mansioni svolgeranno durante la missione? E come determineranno un "ecocidio" in questo contesto? Queste domande rimangono senza risposta per ora.
Ma Israele è già pronto a fermarla. La questione è sempre la stessa: come i precedenti hanno dimostrato, le navi civili non autorizzate in zone di guerra saranno fermate dalla difesa israeliana. Eppure, gli organizzatori della Global Sumud Flotilla sono convinti che questa volta sarà diverso. "Questo è il nemico che stiamo affrontando", ha dichiarato Saif Abukeshek, del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla.
Ma cosa vuole raggiungere la Flotilla? Secondo gli organizzatori, l'obiettivo è quello di contrastare il genocidio, l'assedio, la fame di massa e la distruzione della vita civile a Gaza. Ma come? "Non si tratta solo di navigare", conclude il comunicato, "si tratta del mondo che si unisce". Ecco, quindi, la scena: una flotta marittima unificata, un convoglio umanitario via terra, migliaia di persone provenienti da oltre 100 paesi, tutti uniti per raggiungere Gaza.
Eppure, non c'è ancora chiarezza su dove partire e come arrivare in Palestina. I porti di partenza e i percorsi sono stati fissati solo adesso, e non è chiaro quale valico sarà attraversato per raggiungere il suo obiettivo finale. Ma gli organizzatori della Flotilla non sembrano preoccuparsi troppo di questi dettagli. Per loro, la cosa importante è l'unità del mondo contro lo Stato di Israele.
E allora, chi sono questi " investigatori di crimini di guerra ed ecocidio"? Quali mansioni svolgeranno durante la missione? E come determineranno un "ecocidio" in questo contesto? Queste domande rimangono senza risposta per ora.