Una tragedia è caduta sulla città, un colpo di grazia alla vita di un uomo che aveva tutto per non essere vittima di una violenza così brutale. Il 57enne funzionario pubblico, agguato e picchiato nella piazza del Colosseo ieri sera, si trova in condizioni gravi all'Ospedale Umberto I, mentre la sua famiglia aspetta con ansia il suo ritorno.
La sorella, ancora in shock, non ha voluto parlare delle emozioni che la hanno colpita. La donna di 30 anni, legata alla città e al suo fratello da un filo d'erba, si è fatta coraggio per raccontarci della sua esperienza. «Mi ha chiamato una cara amica del mio fratello a notte inoltrata, verso le due e mezzo. Mi sembrava incredibile». La donna sussurra queste parole, con gli occhi che guardano lontano.
Nella città eterna dove la sicurezza è un diritto e non un privilegio, la violenza assume forme sempre più estreme. Il 57enne era uscito a piedi, in zona centrale, per fare una spuntino alla farmacia di vicinanza. La scelta del punto di incontro con l'aggressore è stata fortunata solo fino a un certo punto.
Sono passati solo poche ore e già le storie si accumulano contro i responsabili dell'aggressione, la polizia è al lavoro per rintracciare i colpevoli. Ma la speranza è che si possa chiudere il cerchio dei responsabili nei prossimi giorni.
La sorella del funzionario, che ha parlato con sincerità della sua esperienza, non può fare a meno di chiedersi come sia possibile che un uomo, una persona perbene e riservata, sia stato colpito in un luogo così centrale e controllato. La risposta è semplice: la città è piena di mondi diversi.
La piazza del Colosseo dove il 57enne è stato aggredito è uno degli spazi pubblici più famosi della città, dove le telecamere riprendono ogni gesto e ogni sorriso. Ma forse proprio questo ha contribuito a creare un senso di inviolabilità che non esiste più. La donna del funzionario, ancora scossa dallo shock, sembra capire cosa intende il suo fratello quando parla della cattiveria di una persona.
La tragedia che è caduta sulla città ieri sera ci ricorda che la sicurezza è un diritto umano fondamentale. Ma come si può credere che il nostro paese possa essere sempre più pericoloso? La risposta è semplice: si deve guardare attorno e vedere le cose con gli occhi della realtà, senza illusioni o pregiudizi.
La sorella del 57enne funzionario non ha voluto parlare di un senso alla violenza. Ma forse è proprio questo il momento in cui dobbiamo riflettere sul nostro comportamento e sulla nostra sicurezza personale. La città è un luogo dove tutti dovrebbero sentirsi a casa, senza paura di essere attaccati da nessuno.
La tragedia che si è svolta ieri sera ci ricorda di non sottovalutare la violenza, perché può colpire chiunque e in qualsiasi momento. Il nostro compito come cittadini è quello di proteggere il nostro territorio, ma anche di essere protagonisti della società per ridurre al minimo la violenza.
La tragedia che si è svolta ieri sera ci ricorda che dobbiamo guardare attorno a noi e a tutti gli altri, perché nella città non esiste nessuno.
La sorella, ancora in shock, non ha voluto parlare delle emozioni che la hanno colpita. La donna di 30 anni, legata alla città e al suo fratello da un filo d'erba, si è fatta coraggio per raccontarci della sua esperienza. «Mi ha chiamato una cara amica del mio fratello a notte inoltrata, verso le due e mezzo. Mi sembrava incredibile». La donna sussurra queste parole, con gli occhi che guardano lontano.
Nella città eterna dove la sicurezza è un diritto e non un privilegio, la violenza assume forme sempre più estreme. Il 57enne era uscito a piedi, in zona centrale, per fare una spuntino alla farmacia di vicinanza. La scelta del punto di incontro con l'aggressore è stata fortunata solo fino a un certo punto.
Sono passati solo poche ore e già le storie si accumulano contro i responsabili dell'aggressione, la polizia è al lavoro per rintracciare i colpevoli. Ma la speranza è che si possa chiudere il cerchio dei responsabili nei prossimi giorni.
La sorella del funzionario, che ha parlato con sincerità della sua esperienza, non può fare a meno di chiedersi come sia possibile che un uomo, una persona perbene e riservata, sia stato colpito in un luogo così centrale e controllato. La risposta è semplice: la città è piena di mondi diversi.
La piazza del Colosseo dove il 57enne è stato aggredito è uno degli spazi pubblici più famosi della città, dove le telecamere riprendono ogni gesto e ogni sorriso. Ma forse proprio questo ha contribuito a creare un senso di inviolabilità che non esiste più. La donna del funzionario, ancora scossa dallo shock, sembra capire cosa intende il suo fratello quando parla della cattiveria di una persona.
La tragedia che è caduta sulla città ieri sera ci ricorda che la sicurezza è un diritto umano fondamentale. Ma come si può credere che il nostro paese possa essere sempre più pericoloso? La risposta è semplice: si deve guardare attorno e vedere le cose con gli occhi della realtà, senza illusioni o pregiudizi.
La sorella del 57enne funzionario non ha voluto parlare di un senso alla violenza. Ma forse è proprio questo il momento in cui dobbiamo riflettere sul nostro comportamento e sulla nostra sicurezza personale. La città è un luogo dove tutti dovrebbero sentirsi a casa, senza paura di essere attaccati da nessuno.
La tragedia che si è svolta ieri sera ci ricorda di non sottovalutare la violenza, perché può colpire chiunque e in qualsiasi momento. Il nostro compito come cittadini è quello di proteggere il nostro territorio, ma anche di essere protagonisti della società per ridurre al minimo la violenza.
La tragedia che si è svolta ieri sera ci ricorda che dobbiamo guardare attorno a noi e a tutti gli altri, perché nella città non esiste nessuno.