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A Crans-Montana, un'atmosfera di tensione e disperazione si è abbassata dopo il devastante incendio che ha colpito un locale notturno, causando 40 morti e 116 feriti. La comunità locale e le famiglie delle vittime chiedono risposte precise sulla responsabilità di chi gestiva l'attività. Un nome è emerso come protagonista dell'incredibile scena: quello di Jacques Moretti, proprietario del locale e cittadino francese.
La giustizia svizzera ha deciso la carcerazione preventiva di Moretti, accusato di aver lasciato in piedi la porta d'ingresso della sua attività, che sarebbe stata il punto di partenza per l'inferno. La moglie di Moretti, anch'essa coinvolta nell'inchiesta, non è stata sottoposta a misure restrittive e rimane a piede libero. Questa decisione ha sollevato molte domande e malcontento tra le parti civili.
Nel corso delle prime audizioni, Moretti ha dichiarato di essere arrivato sul posto quando le fiamme si stavano già propagando. Ha riferito di aver tentato di entrare da un accesso secondario, inizialmente bloccato, che sarebbe stato aperto forzandolo con l'aiuto di altre persone. Tuttavia, il punto centrale dell'inchiesta riguarda la natura di quella porta: per gli inquirenti potrebbe trattarsi di un'uscita di emergenza, mentre Moretti la definisce un semplice ingresso di servizio.
Inoltre, gli investigatori stanno valutando il passato di Moretti. Proprietario del locale dal 2015, era già noto alla giustizia francese per una condanna legata a reati di sfruttamento della prostituzione. I testoni sono anche parlati di un gestore improntato al profitto e poco attento alle norme. Tra le accuse, l'utilizzo di prodotti non idonei al consumo e la somministrazione di alcolici forti a clienti minorenni.
La posizione di Moretti sarà riesaminata nei prossimi giorni dal tribunale competente. In caso di valutazione favorevole, potrebbe essere rilasciato in attesa del processo. La comunità locale spera che la giustizia sia fatta e che le vittime possano trovare un po' di conforto nella conoscenza della responsabilità di chi gestiva l'attività.
La giustizia svizzera ha deciso la carcerazione preventiva di Moretti, accusato di aver lasciato in piedi la porta d'ingresso della sua attività, che sarebbe stata il punto di partenza per l'inferno. La moglie di Moretti, anch'essa coinvolta nell'inchiesta, non è stata sottoposta a misure restrittive e rimane a piede libero. Questa decisione ha sollevato molte domande e malcontento tra le parti civili.
Nel corso delle prime audizioni, Moretti ha dichiarato di essere arrivato sul posto quando le fiamme si stavano già propagando. Ha riferito di aver tentato di entrare da un accesso secondario, inizialmente bloccato, che sarebbe stato aperto forzandolo con l'aiuto di altre persone. Tuttavia, il punto centrale dell'inchiesta riguarda la natura di quella porta: per gli inquirenti potrebbe trattarsi di un'uscita di emergenza, mentre Moretti la definisce un semplice ingresso di servizio.
Inoltre, gli investigatori stanno valutando il passato di Moretti. Proprietario del locale dal 2015, era già noto alla giustizia francese per una condanna legata a reati di sfruttamento della prostituzione. I testoni sono anche parlati di un gestore improntato al profitto e poco attento alle norme. Tra le accuse, l'utilizzo di prodotti non idonei al consumo e la somministrazione di alcolici forti a clienti minorenni.
La posizione di Moretti sarà riesaminata nei prossimi giorni dal tribunale competente. In caso di valutazione favorevole, potrebbe essere rilasciato in attesa del processo. La comunità locale spera che la giustizia sia fatta e che le vittime possano trovare un po' di conforto nella conoscenza della responsabilità di chi gestiva l'attività.