VoceDiModena
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La giustizia è al centro di un altro scandalo politico. Il M5s, leader Giuseppe Conte, attacca duramente la riforma Nordio sulla separazione delle carriere, che considera un passaggio decisivo nel disegno politico del governo di Giorgia Meloni. La riforma, a suo parere, è una politica di destra che cerca di restaurare il primato della politica e scardinare il sistema costituzionale.
Conte accusa i politici e colletti bianchi di voler "restituire il primato alla politica" e di essere in grado di fare quello che vogliono senza rispettare la legge. "Se hai un'investitura popolare, non puoi fare quello che ti aggrada", afferma, rivolgendosi alla presidente del Consiglio Meloni.
Il leader M5s denuncia un atteggiamento di silenzio e ambiguità sul genocidio in Gaza, che frantuma ulteriormente le regole comuni. Inoltre, accusa il governo italiano di aver sostenuto il blitz della Delta Force americana in Venezuela, definito legittimo dal governo italiano.
Conte insiste nel dire che i passaggi di carriera, ricorda l'ex premier, sono circa lo 0,3% del totale, "non serve ai cittadini per migliorare il servizio giustizia". Invece, sostiene che mancano investimenti, personale, dotazioni informatiche e processi più rapidi.
L'obiettivo reale, secondo Conte, emerge dalle parole della Meloni stessa, quando afferma che governo e giudici devono lavorare "nella stessa direzione". Un'affermazione che, per il leader M5s, equivale a negare il ruolo di contropotere della magistratura.
Conte allarga poi l'analisi ad altre scelte dell'esecutivo: il Decreto Sicurezza, la cancellazione del reato d'abuso d'ufficio, il ridimensionamento delle intercettazioni e la custodia cautelare. Tutti strumenti che, a suo dire, "danno fastidio ai politici e ai colletti bianchi".
In conclusione, Conte appella alla mobilitazione per il No al referendum e contro l'intero impianto della riforma. L'alternativa, avverte, è una giustizia a doppio binario, in cui i cittadini comuni pagano e i potenti si salvano. Un esito che, per il M5s, resta inaccettabile perché in contrasto con un principio non negoziabile: "la legge è uguale per tutti".
Conte accusa i politici e colletti bianchi di voler "restituire il primato alla politica" e di essere in grado di fare quello che vogliono senza rispettare la legge. "Se hai un'investitura popolare, non puoi fare quello che ti aggrada", afferma, rivolgendosi alla presidente del Consiglio Meloni.
Il leader M5s denuncia un atteggiamento di silenzio e ambiguità sul genocidio in Gaza, che frantuma ulteriormente le regole comuni. Inoltre, accusa il governo italiano di aver sostenuto il blitz della Delta Force americana in Venezuela, definito legittimo dal governo italiano.
Conte insiste nel dire che i passaggi di carriera, ricorda l'ex premier, sono circa lo 0,3% del totale, "non serve ai cittadini per migliorare il servizio giustizia". Invece, sostiene che mancano investimenti, personale, dotazioni informatiche e processi più rapidi.
L'obiettivo reale, secondo Conte, emerge dalle parole della Meloni stessa, quando afferma che governo e giudici devono lavorare "nella stessa direzione". Un'affermazione che, per il leader M5s, equivale a negare il ruolo di contropotere della magistratura.
Conte allarga poi l'analisi ad altre scelte dell'esecutivo: il Decreto Sicurezza, la cancellazione del reato d'abuso d'ufficio, il ridimensionamento delle intercettazioni e la custodia cautelare. Tutti strumenti che, a suo dire, "danno fastidio ai politici e ai colletti bianchi".
In conclusione, Conte appella alla mobilitazione per il No al referendum e contro l'intero impianto della riforma. L'alternativa, avverte, è una giustizia a doppio binario, in cui i cittadini comuni pagano e i potenti si salvano. Un esito che, per il M5s, resta inaccettabile perché in contrasto con un principio non negoziabile: "la legge è uguale per tutti".