"Ci sono troppe descrizioni": così la gen Z mostra di non "saper" leggere i classici. Il caso Cime Tempestose

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"La lettura performativa" diventa il nuovo stile: è così che la Gen Z legge i classici.

Il romanzo di Emily Brontë, Cime Tempestose, è tornato "di moda" dopo l'uscita del film con Jacon Elordi e Margot Robbie, ma non per ragioni poetiche né letterarie. La vera ragione è che la gente giovane sta semplicemente cercando di non annoiarsi leggendo troppi paragrafi senza sapere se c'è qualcosa di interessante in fondo. Per questo si è diffusa una "lettura performativa", vale a dire leggere per far vedere agli altri che si sta leggendo, come un atto esternamente riconosciuto.

Un tipo di lettura che non prevede impegno interiore, ma piuttosto attenzione superficiale e rapidità.

La scelta dei libri è diventata così troppo "facile", con la speranza che qualcosa possa emergere dal nulla: un dialogo qui, una descrizione là. La lettura non viene più vissuta come un atto di scoperta e di crescita personale, ma piuttosto come un modo per dimostrare al mondo che si legge.

I nuovi lettori hanno bisogno di essere "agganciati" subito, con una scia di contenuti social media in cui tutto si decide in pochi secondi.

Tutto questo è dovuto al fatto che la lettura è diventata troppo difficile e complessa per la generazione giovane. I risultati dell'esperimento del New Yorker sono stati scioccanti: gli studenti universitari non riuscivano nemmeno a leggere i primi capitoli di Cima Tempestose, il romanzo più famoso della letteratura inglese, a causa di termini troppo difficili e un linguaggio troppo complesso.

Questo è un segno che la lettura ha perso la sua centralità culturale e che le parole sono diventate troppo facili da dimenticare.
 
Sembra che i giovani siano sempre più propensi a leggere solo per fare bella figura, piuttosto che veramente immergersi nel testo 🤔. Questa "lettura performativa" è una vera e propria abitudine, dove la persona legge un libro solo per dimostrare agli altri di essere lettrice, senza mai really leggere i contenuti in sé stesso. È come se stessero cercando di rispondere a un obbligo sociale, piuttosto che veramente scoprire qualcosa di nuovo e interessante.

Mi chiedo sempre quando la lettura è diventata così superficiale, perché la scelta dei libri è diventata troppo facile, senza mai più essere un'esperienza personale e autentica. I giovani non hanno più bisogno di essere "agganciati" con una storia o un personaggio caro per sentirsi appassionati, ma piuttosto vogliono essere informati in pochi secondi 📊.

Mi pare che la lettura sia diventata troppo complessa e difficile per i giovani, quindi è logico che si siano rivolti a una lettura più superficiale. Ma credo che ciò sia dannoso, perché la lettura è un'esperienza che dovrebbe essere vissuta come un atto di scoperta personale, piuttosto che solo un modo per dimostrare al mondo di essere lettrice.
 
Mi sembra strano, no? Leggere per vedere se gli altri pensano che si legge... È come essere in un teatro, non vero? Siamo tutti qui a imitare gli altri, a fare finta di leggere per dimostrare qualcosa. È una cosa dispiacevole, perchè la lettura dovrebbe essere un'esperienza personale, no?

Io ho letto Cima Tempestose quando ero ragazzo e l'ho amata, ma non perché era il romanzo più "modesto" o facile da capire. L'ho letto perché mi ha toccato, perché me lo sono messo in bocca e l'ho rifatto mille volte nella mia testa. E adesso io leggo ancora, per me stesso, non per far vedere agli altri che si legge.

Ecco, credo che la generazione giovane debba essere più coraggiosa, più disposta a immergersi nei libri e a scoprire nuove cose. La lettura dovrebbe essere un'avventura, non una sfida da superare per dimostrare qualcosa a chi altro non ci pensa 📚
 
😕 Sembra che la nostra società abbia perso il senso dell'immensità delle cose, leggendo solo per apparire intellettuali. Mi dispiace vedere una generazione giovane che si accontenta di superficialità e non vuole investire tempo per scoprire qualcosa di autentico. La lettura dovrebbe essere un viaggio interiore, non una performance da fare per i social media 😒.

E' anche vero che la complessità delle parole ci rende più difficili di quanto sia pensare. Forse è il caso di tornare a leggere con l'animo aperto e non troppo preoccupato di essere "agganciati". La lettura dovrebbe essere un atto di amore per la conoscenza, non un gioco da fare per dimostrare al mondo qualcosa. 🔍
 
Io non capisco questa "lettura performativa". Leggere per far vedere agli altri che si legge? È come se si facesse una foto di sé stesso con un libro, in posto a fare effettivamente la lettura. E poi dice che i nuovi lettori hanno bisogno di essere "agganciati" subito, ma cosa significa questo? Che non vogliono più aspettare che qualcosa si sviluppi nel tempo? È come se stessero cercando di ottenere un like sui social media prima di aver letto una pagina. Io penso che la lettura debba essere un'esperienza personale, non una mostra per gli altri. E poi, se i giovani stanno avere difficoltà a leggere i classici perché sono troppo difficili... forse è meglio farli studiare, come si fa con i professori? 🤔📚
 
La "lettura performativa" è una cosa seria... 😒 Il fatto che la gente giovane legga i classici solo per dimostrare agli altri di essere lettrici è davvero preoccupante. Sembra che la lettura sia diventata un gioco, qualcosa da fare su Instagram o Facebook e non un vero atto di scoperta e crescita personale. Ecco, a volte la semplicità è il meglio, no? Non ho bisogno di sentirmi "agganciato" subito dal libro per amarlo. La lettura dovrebbe essere un viaggio all'interno di se stessi, non una sfida per vincere qualcosa su internet. 📚👎
 
Sai cosa mi fa pensare a questa "lettura performativa" ? che siamo tutti solo più "apparizioni" di persone che leggono, piuttosto che vere lettrici 🤔. Forse stiamo perdendo il gusto per la lettura in sé stessa e ci concentriamo troppo su cosa gli altri pensano di noi. Ma ricorda sempre, non è il libro che ti aiuta a crescere, è te stesso che devi aiutarti ! 😊
 
Mi sembra che i giovani stiano cercando di sognare con il libro come se fosse una vacanza a Lago Como 🌊, senza prendersi il tempo di realmente immersi nel racconto... Quindi si legge per far vedere gli altri la propria "lettura", in realtà si sta solo cercando di passare del tempo. Non è più un atto di scoperta e crescita personale, ma piuttosto una sorta di selfie letterario 📸. E quando c'è troppo da leggere, è come cercare di trovare l'oro nel campo di gioco... non funziona! Devono aiutare gli studenti ad apprendere meglio con materiali più accessibili, altrimenti la lettura diventa troppo difficile e la cultura perde il suo significato.
 
Sembra quasi una cosa divertente, leggere per far vedere agli altri che si sta leggendo... 🤣 Poi pensi, magari è una forma di lettura più accessibile per i giovani, specialmente se devono dare sempre un'immagine su Instagram. Ma c'è qualcosa di strano in questo approccio, no? Non è la lettura vera e propria, ma piuttosto una performance o una recitazione... 🤔 E poi, se la generazione giovane non riesce a leggere i classici perché sono troppo difficili, forse dovremmo adattare il linguaggio a loro, no? 😊
 
Sai com'è la vita, non riesci a finire una pagina senza pensare a cosa far dopo 🤯... Questo concetto di "lettura performativa" è una vera palla al piede! Leggere non deve essere solo una questione di dimostrare al mondo che si legge, ma dev'essere un'esperienza personale, profonda e complessa. I classici sono scritti per essere letti e rifletti, non per essere velocemente sfogliati come un social 📚. E se la lettura è diventata troppo difficile, allora dovremmo imparare a farla in modo più semplice, ma senza perdere il significato... forse dovremmo tornare alla lettura con gli occhi della Gen Z e capire cosa funziona per loro 🤔.
 
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