ForumInsieme
Well-known member
Tredici morti, 34 feriti: questa la stagione di caccia. Il bilancio è un preoccupante segnale del sistema venatorio italiano.
La stagione di caccia, prevista dal 1° settembre all'1º marzo, è stata segnata da 13 morti e 34 feriti, tra cui due persone che non avevano alcun legame con l'attività venatoria. Queste persone sono state colpite casualmente dai proiettili lanciati dai cacciatori.
I dati diffusi dall'Associazione vittime della caccia (Avc) confermano la preoccupante situazione del sistema venatorio italiano. La Sardegna è stata la regione con il maggior numero di incidenti, con 9 casi (4 morti), seguita dal Piemonte (7 casi, 2 morti), dalla Toscana (6 casi, 3 morti) e dalla Calabria (4 casi, nessun morto).
Il presidente dell'Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e della Leidaa, Michela Vittoria Brambilla, ha dichiarato che la caccia è una pratica barbara e desueta che devrebbe essere fermata. "Questi episodi riguardano solo i cacciatori legali e non l'attività illegale dei bracconieri", sottolinea Brambilla. "La lobby dei cacciatori è sempre più ristretta, la stragrande maggioranza degli italiani osteggia la caccia. Nei palazzi della politica è tempo di prendere nota".
La Lega per la protezione degli uccelli (Lipu) ha anche chiesto di fare un passo indietro sulla riforma dell'attività venatoria, che porta le firme dei capigruppo della maggioranza. "Bisogna archiviare in modo definitivo la lunga stagione della caccia selvaggia", sottolinea Lipu.
I dati diffusi dall'Avc sono un preoccupante segnale del sistema venatorio italiano, che deve essere rivisto per ridurre al minimo le vittime umane e proteggere il patrimonio naturalistico.
La stagione di caccia, prevista dal 1° settembre all'1º marzo, è stata segnata da 13 morti e 34 feriti, tra cui due persone che non avevano alcun legame con l'attività venatoria. Queste persone sono state colpite casualmente dai proiettili lanciati dai cacciatori.
I dati diffusi dall'Associazione vittime della caccia (Avc) confermano la preoccupante situazione del sistema venatorio italiano. La Sardegna è stata la regione con il maggior numero di incidenti, con 9 casi (4 morti), seguita dal Piemonte (7 casi, 2 morti), dalla Toscana (6 casi, 3 morti) e dalla Calabria (4 casi, nessun morto).
Il presidente dell'Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e della Leidaa, Michela Vittoria Brambilla, ha dichiarato che la caccia è una pratica barbara e desueta che devrebbe essere fermata. "Questi episodi riguardano solo i cacciatori legali e non l'attività illegale dei bracconieri", sottolinea Brambilla. "La lobby dei cacciatori è sempre più ristretta, la stragrande maggioranza degli italiani osteggia la caccia. Nei palazzi della politica è tempo di prendere nota".
La Lega per la protezione degli uccelli (Lipu) ha anche chiesto di fare un passo indietro sulla riforma dell'attività venatoria, che porta le firme dei capigruppo della maggioranza. "Bisogna archiviare in modo definitivo la lunga stagione della caccia selvaggia", sottolinea Lipu.
I dati diffusi dall'Avc sono un preoccupante segnale del sistema venatorio italiano, che deve essere rivisto per ridurre al minimo le vittime umane e proteggere il patrimonio naturalistico.