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Il mercato del lavoro italiano sta attraversando una profonda trasformazione, guidata da una nuova scala di valori che mette in discussione la priorità data allo stipendio. Secondo un'indagine internazionale condotta da Indeed e YouGov, ben 40% dei candidati italiani considerano l'equilibrio tra vita privata e lavoro il fattore decisivo nella scelta tra diverse offerte di lavoro.
Questo dato posiziona il benessere non solo su un piano di rilevanza, ma lo rende il criterio indiscutibilmente più importante, immediatamente seguito dallo stipendio base. La crescita professionale, le opportunità di apprendimento e i benefit sono invece considerati fattori decisivi per l'88% dei candidati.
La nuova scala di valori non è una semplice preferenza ideale, ma un fattore decisionale concreto con un impatto diretto sulla capacità delle aziende di attrarre talenti. Il benessere, quindi, non è più un desiderio, ma un criterio di selezione attivo che i candidati utilizzano per valutare e, se necessario, boccinare le imprese.
La disconnessione sulle aspettative è infatti un fenomeno diffuso: solo il 17% dei datori di lavoro italiani considera l'equilibrio vita-lavoro l'elemento più attrattivo da comunicare nella propria offerta, mentre il 40% dei candidati lo reputa fondamentale. Ciò significa che le imprese devono rivisitare la loro strategia di hiring e comunicazione per rispondere alle aspettative dei talenti.
La chiave del successo è quindi costruire una proposta di valore completa, dove il benessere sia una leva strategica per attrarre e trattenere i migliori talenti. Come afferma Gianluca Bonacchi, talent strategy advisor di Indeed, "l'aspettativa dei candidati oggi è olistica. Vogliono una retribuzione giusta, ma anche un ambiente che li rispetti come persone, che tuteli il loro equilibrio e che offra opportunità di crescita".
Questo dato posiziona il benessere non solo su un piano di rilevanza, ma lo rende il criterio indiscutibilmente più importante, immediatamente seguito dallo stipendio base. La crescita professionale, le opportunità di apprendimento e i benefit sono invece considerati fattori decisivi per l'88% dei candidati.
La nuova scala di valori non è una semplice preferenza ideale, ma un fattore decisionale concreto con un impatto diretto sulla capacità delle aziende di attrarre talenti. Il benessere, quindi, non è più un desiderio, ma un criterio di selezione attivo che i candidati utilizzano per valutare e, se necessario, boccinare le imprese.
La disconnessione sulle aspettative è infatti un fenomeno diffuso: solo il 17% dei datori di lavoro italiani considera l'equilibrio vita-lavoro l'elemento più attrattivo da comunicare nella propria offerta, mentre il 40% dei candidati lo reputa fondamentale. Ciò significa che le imprese devono rivisitare la loro strategia di hiring e comunicazione per rispondere alle aspettative dei talenti.
La chiave del successo è quindi costruire una proposta di valore completa, dove il benessere sia una leva strategica per attrarre e trattenere i migliori talenti. Come afferma Gianluca Bonacchi, talent strategy advisor di Indeed, "l'aspettativa dei candidati oggi è olistica. Vogliono una retribuzione giusta, ma anche un ambiente che li rispetti come persone, che tuteli il loro equilibrio e che offra opportunità di crescita".