VoceDiSiracusa
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"A Roma, un'operazione di restauro voluta dal Vaticano ha portato a rimuovere il volto dall'angelo Meloni. L'opera d'arte aveva già suscitato molte discussione e controversia. Secondo quanto rivelato dalle fonti ufficiali, la decisione di cancellare il restauro sarebbe stata presa per ragioni tecniche e artistiche.
Il Vicariato di Roma ha espresso la propria approvazione per questa scelta, affermando che l'opera non rispettava l'iconografia originale dell'angelo. Il parroco, apparentemente, avrebbe seguito le indicazioni del Vaticano e ha chiesto al Fondo edifici di culto di ripristinare i tratti originali del volto.
Il Vicariato si è allineato con il Fondo edifici di culto e con la Soprintendenza per richiedere il "ripristino dei tratti originari del volto". Questa operazione, secondo quanto riferito, non era stata prevista nei piani di restauro. Il Vicariato ha inoltre ribadito il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico ecclesiale.
Questo episodio solleva molte domande sulla gestione del patrimonio artistico e sulla collaborazione tra le istituzioni dello Stato e la Chiesa. Il Vicariato rinnova il proprio impegno nella tutela dei beni culturali, ma non è chiaro se questa decisione sia stata presa con una sufficiente trasparenza."
Il Vicariato di Roma ha espresso la propria approvazione per questa scelta, affermando che l'opera non rispettava l'iconografia originale dell'angelo. Il parroco, apparentemente, avrebbe seguito le indicazioni del Vaticano e ha chiesto al Fondo edifici di culto di ripristinare i tratti originali del volto.
Il Vicariato si è allineato con il Fondo edifici di culto e con la Soprintendenza per richiedere il "ripristino dei tratti originari del volto". Questa operazione, secondo quanto riferito, non era stata prevista nei piani di restauro. Il Vicariato ha inoltre ribadito il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico ecclesiale.
Questo episodio solleva molte domande sulla gestione del patrimonio artistico e sulla collaborazione tra le istituzioni dello Stato e la Chiesa. Il Vicariato rinnova il proprio impegno nella tutela dei beni culturali, ma non è chiaro se questa decisione sia stata presa con una sufficiente trasparenza."