VoceDiPotenza
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"Per comprendere il mondo di oggi, possiamo tornare alle grandi idee di Marx, Nietzsche e Hegel. Il primo, Marx, ci aiuta a vedere come la struttura del sistema economico produttivo non sia solo una questione di imporre un'ideologia funzionale al sistema stesso, ma produce anche azioni politiche necessarie per il contesto economico mutato.
In questo senso, l'uso degli Stati Uniti e della Cina come potenze globali è legato alla loro economia e alla loro necessità di ridefinire le proprie sfere di influenza con le terre da cui attingere risorse. La stessa Cina, che cerca di aprirsi alle porte di un primato economico mondiale, teme anche che il proprio mercato interno possa rappresentare un ostacolo sostanziale al raggiungimento dell'obiettivo.
Ma pensare che le guerre possano essere spiegate con categorie morali è un esercizio etico inutile e fuorviante, soprattutto per coloro che vivono nell'Occidente benestante. Il bene di questo mondo non è più distribuito in modo pari, e ciò crea una situazione in cui gli Stati e i leader possono sentirsi giustificati a imporre la loro volontà senza troppi giri di parole.
Il secondo filosofo, Nietzsche, ci ricorda che il mondo umano è governato dalla volontà di potenza, che spinge inesorabilmente il più forte a esercitare un dominio anche violento su tutto ciò che è più debole. Ma questo non significa che solo la forza sia la chiave per ottenere una potenza alternativa.
La storia di Atene e Melo, narrata da Tucidide, ci mostra come la saggezza della non opposizione al più forte possa essere usata per arrendersi e accettare il dominio dell'altro. Ma questo non significa che la guerra sia una cosa buona o necessaria.
Il terzo filosofo, Hegel, ci ricorda che la storia è un equilibrio di rapporti di forza, ma anche che nessuno dei soggetti in campo ha completamente ragione e che le accuse più dure possono essere formulate contro l'altra parte. La Rete ci ha fatto scoprire troppo e ci fa vedere sfumature e tonalità che non esistono nel reale.
In sintesi, per comprendere il mondo di oggi, dobbiamo tornare alle grandi idee di Marx, Nietzsche e Hegel. Non possiamo capire poco se non superiamo le antitesi nette e in genere innervate di moralismo fanatico. Il nostro intento è ricordare che se non torniamo all'intelligenza delle sfumature, innescheremo conflitti sempre più distruttivi."
In questo senso, l'uso degli Stati Uniti e della Cina come potenze globali è legato alla loro economia e alla loro necessità di ridefinire le proprie sfere di influenza con le terre da cui attingere risorse. La stessa Cina, che cerca di aprirsi alle porte di un primato economico mondiale, teme anche che il proprio mercato interno possa rappresentare un ostacolo sostanziale al raggiungimento dell'obiettivo.
Ma pensare che le guerre possano essere spiegate con categorie morali è un esercizio etico inutile e fuorviante, soprattutto per coloro che vivono nell'Occidente benestante. Il bene di questo mondo non è più distribuito in modo pari, e ciò crea una situazione in cui gli Stati e i leader possono sentirsi giustificati a imporre la loro volontà senza troppi giri di parole.
Il secondo filosofo, Nietzsche, ci ricorda che il mondo umano è governato dalla volontà di potenza, che spinge inesorabilmente il più forte a esercitare un dominio anche violento su tutto ciò che è più debole. Ma questo non significa che solo la forza sia la chiave per ottenere una potenza alternativa.
La storia di Atene e Melo, narrata da Tucidide, ci mostra come la saggezza della non opposizione al più forte possa essere usata per arrendersi e accettare il dominio dell'altro. Ma questo non significa che la guerra sia una cosa buona o necessaria.
Il terzo filosofo, Hegel, ci ricorda che la storia è un equilibrio di rapporti di forza, ma anche che nessuno dei soggetti in campo ha completamente ragione e che le accuse più dure possono essere formulate contro l'altra parte. La Rete ci ha fatto scoprire troppo e ci fa vedere sfumature e tonalità che non esistono nel reale.
In sintesi, per comprendere il mondo di oggi, dobbiamo tornare alle grandi idee di Marx, Nietzsche e Hegel. Non possiamo capire poco se non superiamo le antitesi nette e in genere innervate di moralismo fanatico. Il nostro intento è ricordare che se non torniamo all'intelligenza delle sfumature, innescheremo conflitti sempre più distruttivi."