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Un giovane laureato tedesco può guadagnare l'80% in più di un coetaneo italiano. Una cifra che si inserisce nel panorama della "produttività ristagna da un quarto di secolo" e "la capacità di innovare resta distante dai paesi alla frontiera tecnologica". Il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, insiste sul fatto che è necessario partire dai giovani per ridare slancio ad un'economia indebolita. La scelta di lavorare all'estero è spiegata da una "bassa formazione universitaria in Italia" che spinge molti giovani laureati a lasciare il paese.
Tale fenomeno si accentua nel Nord, con incidenze più elevate tra ingegneri e informatici. I giovani laureati italiani sono costretti a cercare opportunità lavorative in Paesi come la Germania o la Francia, dove le differenze retributive sono molto più basse. L'immigrazione regolare è anch'essa un argomento delicato, visto che la popolazione italiana invecchia rapidamente e i giovani che entrano nel mercato del lavoro saranno sempre meno numerosi.
Il governatore Panetta fa notare che il "vincolo demografico" è cruciale per una crescita stabile. La perdita di milioni di persone in età lavorativa entro il 2050 richiede un'adeguata crescita della produttività. L'università gioca un ruolo centrale in questo contesto, e i giovani laureati sono spesso costretti a cercare opportunità lavorative all'estero.
La politica fiscale ha aiutato a compensare la perdita di potere d'acquisto delle famiglie, ma il "differenziale salariale" non è più un problema da affrontare. L'economia italiana è in linea con la media dell'area dell'euro, e l'occupazione ha raggiunto i livelli più alti di sempre.
Il Mezzogiorno italiano è stato il luogo di una sorpresa: il Pil delle regioni meridionali è cresciuto del 10 per cento in termini pro capite, quasi il doppio del resto del Paese.
Tale fenomeno si accentua nel Nord, con incidenze più elevate tra ingegneri e informatici. I giovani laureati italiani sono costretti a cercare opportunità lavorative in Paesi come la Germania o la Francia, dove le differenze retributive sono molto più basse. L'immigrazione regolare è anch'essa un argomento delicato, visto che la popolazione italiana invecchia rapidamente e i giovani che entrano nel mercato del lavoro saranno sempre meno numerosi.
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