VoceDiTrento
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Il problema degli asili nido è sempre più preoccupante. Il 59,5% dei nidi e delle sezioni primavera, anche se non riescono ad accogliere tutte le domande d'iscrizione a causa di carenza di posti.
I dati dell'Istat confermano che l'Italia è ancora molto lontana dal target europeo sul tasso di frequenza fissato per il 2010, con solo la regione centrale che raggiunge un 40,4%. Il Nord-est raggiunge un 39,1% mentre il Nord-ovest ne ha solo 36,6%.
Anche i Comuni non capoluogo hanno superato il parametro del 33%, ma il Sud e le Isole sono ancora molto indietro. In particolare, la Campania e la Sicilia non raggiungono nemmeno il 33% di copertura.
La domanda di iscrizione è in aumento, con solo il 21,6% dei nuovi posti riguardando servizi a titolarità comunale. Il settore privato assorbe il 78,4% dei circa 12.500 posti aggiuntivi rispetto all'anno educativo precedente.
Tuttavia, la lista d'attesa è ancora molto lunga, soprattutto nel Meridione, con un quarto delle domande insoddisfatte in 28,9% dei casi. La presenza di richieste in lista d'attesa è più frequente nel settore pubblico (68,9%), ma riguarda anche il privato (54%).
La Cgil segnala che il governo non sta facendo abbastanza per garantire ai bambini e alle bambine di questo Paese il diritto a percorsi educativi sin dai primissimi mesi di vita. La diseguaglianza territoriale nella disponibilità di posti è ancora sostanzialmente inalterata, con sette regioni che non arrivano ancora al 33% nel rapporto posti/bambini.
Inoltre, la spesa a carico delle famiglie che sostengono quote di compartecipazione spesso troppo alte condiziona la scelta di affidamento dei bambini ai nidi.
I dati dell'Istat confermano che l'Italia è ancora molto lontana dal target europeo sul tasso di frequenza fissato per il 2010, con solo la regione centrale che raggiunge un 40,4%. Il Nord-est raggiunge un 39,1% mentre il Nord-ovest ne ha solo 36,6%.
Anche i Comuni non capoluogo hanno superato il parametro del 33%, ma il Sud e le Isole sono ancora molto indietro. In particolare, la Campania e la Sicilia non raggiungono nemmeno il 33% di copertura.
La domanda di iscrizione è in aumento, con solo il 21,6% dei nuovi posti riguardando servizi a titolarità comunale. Il settore privato assorbe il 78,4% dei circa 12.500 posti aggiuntivi rispetto all'anno educativo precedente.
Tuttavia, la lista d'attesa è ancora molto lunga, soprattutto nel Meridione, con un quarto delle domande insoddisfatte in 28,9% dei casi. La presenza di richieste in lista d'attesa è più frequente nel settore pubblico (68,9%), ma riguarda anche il privato (54%).
La Cgil segnala che il governo non sta facendo abbastanza per garantire ai bambini e alle bambine di questo Paese il diritto a percorsi educativi sin dai primissimi mesi di vita. La diseguaglianza territoriale nella disponibilità di posti è ancora sostanzialmente inalterata, con sette regioni che non arrivano ancora al 33% nel rapporto posti/bambini.
Inoltre, la spesa a carico delle famiglie che sostengono quote di compartecipazione spesso troppo alte condiziona la scelta di affidamento dei bambini ai nidi.