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Il Procuratore Generale di Genova Enrico Zucca ha lanciato un allarme sulla riforma della magistratura, che secondo lui porta al rischio di una "involuzione democratica" e la riduzione dell'autonomia e indipendenza della magistratura. La sua preoccupazione è legata alla separazione delle carriere tra il pm e l'inchiatore, che lo fa incappare nella sfera dell'esecutivo.
Zucca sostiene che il fine politico di questa riforma è il riassetto dei confini tra i poteri, con la riduzione dell'autonomia della magistratura. Questo, secondo lui, porta a una deriva autoritaria e a una repressione in reazione alle manifestazioni, come accaduto a Genova nel 2001.
Il procuratore generale sostiene che il sistema giudiziario italiano soffre di una grave mancanza di investimenti adeguati, che porta a una situazione di sopraffollamento carcerario e a processi lenti. Per Zucca, la soluzione non è la riforma della magistratura, ma piuttosto la necessità di aumentare le risorse per il sistema giudiziario.
Enrico Zucca ha anche denunciato la "fugata ideologica" che sta caratterizzando i discorsi sulla riforma della magistratura. Secondo lui, si tratta di un tentativo di imporre modelli irreali e accusatori o inquisitori, senza considerare le esigenze reali del sistema giudiziario.
Il procuratore generale conclude il suo discorso sottolineando la necessità che le istituzioni compiano scelte diverse e si tradiscano la legge, piuttosto che servirsi dello Stato per contrastare la criminalità.
Zucca sostiene che il fine politico di questa riforma è il riassetto dei confini tra i poteri, con la riduzione dell'autonomia della magistratura. Questo, secondo lui, porta a una deriva autoritaria e a una repressione in reazione alle manifestazioni, come accaduto a Genova nel 2001.
Il procuratore generale sostiene che il sistema giudiziario italiano soffre di una grave mancanza di investimenti adeguati, che porta a una situazione di sopraffollamento carcerario e a processi lenti. Per Zucca, la soluzione non è la riforma della magistratura, ma piuttosto la necessità di aumentare le risorse per il sistema giudiziario.
Enrico Zucca ha anche denunciato la "fugata ideologica" che sta caratterizzando i discorsi sulla riforma della magistratura. Secondo lui, si tratta di un tentativo di imporre modelli irreali e accusatori o inquisitori, senza considerare le esigenze reali del sistema giudiziario.
Il procuratore generale conclude il suo discorso sottolineando la necessità che le istituzioni compiano scelte diverse e si tradiscano la legge, piuttosto che servirsi dello Stato per contrastare la criminalità.