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La fine delle bustine monouso: un altro passo avanti nella lotta contro le Pfas. Ma quando esattamente?
Il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, entrato in vigore nel febbraio 2025, introduce novità importanti per il medio-lungo termine nella lotta contro le bustine monouso in plastica. A partire dall'agosto del 2026, fino al 1° gennaio 2030, queste bustine spariranno progressivamente dai ristoranti e dalla vita di tutti i giorni. Ma come è arrivato a questo passo?
La risposta è semplice: la lotta alle Pfas, quelli che vengono definiti "inquinanti eterni" per via della loro capacità di accumularsi facilmente nell'ambiente e contaminare gli ecosistemi. I PFAS si trovano oggi in diversi oggetti di uso comune, come detergenti per la casa e padelle di teflon, e negli alimenti quotidiani.
Ma cosa significano queste sostanze? In sintesi, sono composti chimici di tipo sintetico contenuti sia nell'ambiente che nei singoli organismi. Utilizzate sovente per fornire a materiali basilari come carta o plastica maggiore resistenza a grassi e liquidi.
L'Europa ha deciso di agire: il Regolamento Ue stabilisce infatti l'assenza sul mercato, a partire da 18 mesi dell'entrata in vigore del PPWR, di imballaggi a contatto con alimenti contenenti una soglia di PFAS superiore ai limiti stabiliti. Dal 2026 al 2030, quindi, le bustine che useremo per diversi prodotti dovranno tecnicamente diversificarsi da quelle odierne per via del calo drastico previsto per queste sostanze.
Ma cosa significa per noi? Significa che i ristoranti e i bar dovranno trasformare le loro bustine di ketchup, maionese e dolcificanti in materiali più sicuri. Ma anche significa che le aziende dovranno acquistare materiali di confezionamento più costosi ma conformi alle regole.
È un passo avanti nella lotta contro le Pfas, ma è solo la punta dell'iceberg. La questione delle plastiche e della loro impatto sull'ambiente è ancora lunga dal essere risolta. Ma forse, finalmente, stiamo arrivando a capire il problema e a trovare delle soluzioni.
Il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, entrato in vigore nel febbraio 2025, introduce novità importanti per il medio-lungo termine nella lotta contro le bustine monouso in plastica. A partire dall'agosto del 2026, fino al 1° gennaio 2030, queste bustine spariranno progressivamente dai ristoranti e dalla vita di tutti i giorni. Ma come è arrivato a questo passo?
La risposta è semplice: la lotta alle Pfas, quelli che vengono definiti "inquinanti eterni" per via della loro capacità di accumularsi facilmente nell'ambiente e contaminare gli ecosistemi. I PFAS si trovano oggi in diversi oggetti di uso comune, come detergenti per la casa e padelle di teflon, e negli alimenti quotidiani.
Ma cosa significano queste sostanze? In sintesi, sono composti chimici di tipo sintetico contenuti sia nell'ambiente che nei singoli organismi. Utilizzate sovente per fornire a materiali basilari come carta o plastica maggiore resistenza a grassi e liquidi.
L'Europa ha deciso di agire: il Regolamento Ue stabilisce infatti l'assenza sul mercato, a partire da 18 mesi dell'entrata in vigore del PPWR, di imballaggi a contatto con alimenti contenenti una soglia di PFAS superiore ai limiti stabiliti. Dal 2026 al 2030, quindi, le bustine che useremo per diversi prodotti dovranno tecnicamente diversificarsi da quelle odierne per via del calo drastico previsto per queste sostanze.
Ma cosa significa per noi? Significa che i ristoranti e i bar dovranno trasformare le loro bustine di ketchup, maionese e dolcificanti in materiali più sicuri. Ma anche significa che le aziende dovranno acquistare materiali di confezionamento più costosi ma conformi alle regole.
È un passo avanti nella lotta contro le Pfas, ma è solo la punta dell'iceberg. La questione delle plastiche e della loro impatto sull'ambiente è ancora lunga dal essere risolta. Ma forse, finalmente, stiamo arrivando a capire il problema e a trovare delle soluzioni.