VoceDiSiracusa
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"Il terreno che si spezza sotto i nostri piedi". A Niscemi la frana è un disastro senza fine, e tutti sembrano sentirne il peso. Il sindaco, a capofila della rabbia del popolo, chiama in duda la capacità del governo di gestire una situazione che sta diventando sempre più insopportabile.
Nel cuore della Sicilia, il terreno continua a cedere su un precipizio di 50 metri, un vero e proprio abisso che sembra non avere fine. La paura è palpabile, soprattutto per chi vive nelle abitazioni rimaste aggrappate al bordo della frana. Mura che si aprono come fessure nel muro, stanze squarciate e appartamenti che si sbriciolano sotto gli occhi dei residenti, che guardano tutto con orrore e disperazione.
"Oggi tutti niscemologi", dice il sindaco, in un tono che trasmette la sua rabbia e frustrazione. La situazione è diventata sempre più insostenibile, e il governo sembra non essere alla fine della strada per risolvere il problema. La domanda del popolo è chiara: quando i nostri capi si metteranno al servizio del paese e non solo di un interesse politico?
Nel cuore della Sicilia, il terreno continua a cedere su un precipizio di 50 metri, un vero e proprio abisso che sembra non avere fine. La paura è palpabile, soprattutto per chi vive nelle abitazioni rimaste aggrappate al bordo della frana. Mura che si aprono come fessure nel muro, stanze squarciate e appartamenti che si sbriciolano sotto gli occhi dei residenti, che guardano tutto con orrore e disperazione.
"Oggi tutti niscemologi", dice il sindaco, in un tono che trasmette la sua rabbia e frustrazione. La situazione è diventata sempre più insostenibile, e il governo sembra non essere alla fine della strada per risolvere il problema. La domanda del popolo è chiara: quando i nostri capi si metteranno al servizio del paese e non solo di un interesse politico?