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Un minore, forse 16 anni, si sarebbe lanciato contro i carabinieri a Torino il 3 ottobre 2025 con 30 pietre, bottiglie rotte e artifici esplosivi. È quanto rivelano le indagini della Questura di Torino che proseguono per individuare tutti gli imputati alle manifestazioni violente degli ultimi mesi.
La mattina di quel giorno circa 4mila attivisti si sono riuniti all'azienda Leonardo, lanciando un fitto bombardamento di bottiglie e pietre contro la forza pubblica. Le auto vennero danneggiate, alcune resse del tutto inservibili. Il minore che è stato individuato sarebbe stato il principale responsabile dei 30 lanci, in direzione della polizia.
Ma l'aggressività di quel minore non si è fermata lì. Secondo gli investigatori, sarebbe entrato all'interno del parcheggio, danneggiando un vetro e uno specchietto con calci e pugni. Il minore, che potrebbe avere 16 anni, è stato destinato al collocamento in una comunità.
Il Gip ha autorizzato il collocamento pericoloso del minore, con permesso di permanenza a casa. La Procura di Torino sta valutando l'eventuale ricorso in appello contro la scarcerazione dei tre arrestati nella manifestazione del 31 gennaio.
Il caso è solo un esempio di una serie di manifestazioni violente che hanno sconvolto la città. Le autorità stanno cercando di individuare tutti gli imputati, anche se sono ancora tanti i soggetti da identificare tra quelli che si sono resi protagonisti di violenze.
La situazione a Torino è sempre più complessa e preoccupante. Le manifestazioni, spesso inaspettate, stanno mettendo alla prova la capacità delle forze dell'ordine di gestirle. Ma non è solo una questione di polizia, c'è anche un senso di frustrazione sociale che sta emergendo.
La mattina di quel giorno circa 4mila attivisti si sono riuniti all'azienda Leonardo, lanciando un fitto bombardamento di bottiglie e pietre contro la forza pubblica. Le auto vennero danneggiate, alcune resse del tutto inservibili. Il minore che è stato individuato sarebbe stato il principale responsabile dei 30 lanci, in direzione della polizia.
Ma l'aggressività di quel minore non si è fermata lì. Secondo gli investigatori, sarebbe entrato all'interno del parcheggio, danneggiando un vetro e uno specchietto con calci e pugni. Il minore, che potrebbe avere 16 anni, è stato destinato al collocamento in una comunità.
Il Gip ha autorizzato il collocamento pericoloso del minore, con permesso di permanenza a casa. La Procura di Torino sta valutando l'eventuale ricorso in appello contro la scarcerazione dei tre arrestati nella manifestazione del 31 gennaio.
Il caso è solo un esempio di una serie di manifestazioni violente che hanno sconvolto la città. Le autorità stanno cercando di individuare tutti gli imputati, anche se sono ancora tanti i soggetti da identificare tra quelli che si sono resi protagonisti di violenze.
La situazione a Torino è sempre più complessa e preoccupante. Le manifestazioni, spesso inaspettate, stanno mettendo alla prova la capacità delle forze dell'ordine di gestirle. Ma non è solo una questione di polizia, c'è anche un senso di frustrazione sociale che sta emergendo.